Con il termine Maremma si definiva un tempo la sola fascia costiera con estesione da Cecina a Civitavecchia, oggi, invece, indica quell'ampio settore della Toscana meridionale compreso tra il promontorio di Piombino e le Colline Metallifere a nord, il promontorio dell'Argentario e i colli di Orbetello a sud, i monti Amiata ed Elmo a est ed il mare ad ovest. Al suo interno due zone nettamente diverse e due mondi tra loro complementari: quello costiero occidentale, e l'altro montano e collinare verso oriente. Una terra di miniere e di allevamento, di pescatori, contadini, pastori, butteri, boscaioli e minatori, che conserva ancora in buona parte inalterato il suo fascino antico.
Le prime traccedell'uomo in Maremma risalgono all'era del Paleolitico e sono testimoniate dalle ossa fossilizzate di cervi, mammuth, tigri ritrovate nelle grotte dei Monti dell'Uccellina, nel cuore dell'attuale Parco Naturale della Maremma. Anche se la città grossetana può forse identificarsi con quell'insieme "di case diroccate di un villaggio bruciato durante il sacco della campagna" citato dallo storico romano Tito Livio riguardo la caduta di Roselle (294 a.C.). Veramente, per la prima volta il nome è citato nel IX secolo con riferimento ad un centro sottoposto al controllo degli Aldobrandeschi.
Nel 1138, infatti, per volontà degli Aldobrandeschi, la sede vescovile di Rosselle è trasferita a Grosseto.
Nei secoli XII e XIII la Maremma viene assoggettata da Siena, che inizia lo sfruttamento sia della miniere che della campagna.
Dopo la vittoria medicea su Siena nel 1555 e il successiva successiva presa di possesso dei territori maremmani, il territorio grossetano, in prevalenza paludoso, è soggetto un primo miglioramento. Ma solo Pietro Leopoldo, durante sua attività illuminata volta a modernizzare il Granducato di Toscana, nella seconda metà del '700, risulta in grado di avviare una decisiva opera di bonifica affidata alle cure di Padre Ximenes e prevalentemente tesa a regimentare le acque del fiume Ombrone. In effetti scompaiono molte paludi e un numero cospicuo di terre vengono trasformate in fertili possedimenti.
La definita vittoria sulla malaria si ottiene, però, solo nel 1880 grazie alla scoperta dello scienziato Leveran delle cause e del modo per debellarla: il chinino.
L'opera di bonifica dell'area maremmana, comunque, si protrae sino a tutta la prima metà del nostro secolo, con interventi definitivi nel periodo fascista.
Oggi, conclusa l'opera di bonificazione del territorio, per arginare la nuova "malaria" ovvero la cementificazione sono state create alcune aree cuscinetto protette di grande interesse naturalistico: il parco naturale della Maremma, la palude della Trappola, il tombolo di Feniglia all'Argentario, la laguna di Orbetello, il lago di Burano, il parco faunistico del Monte Amiata.