Il parco faunistico dell'Amiata si colloca in un area montana di particolare pregio naturalistico e paesaggistico, si avvale di soluzioni e metodologie espositive moderne e rispettose degli animali e costituisce l'ambiente ideale per la presenza e l'osservazione di numerose specie di fauna selvatica.
Il Parco Faunistico del Monte Amiata è una novità nel panorama dei Parchi a livello nazionale. S'ispira ai Wild Park tedeschi e, in un territorio assai piacevole dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, propone una serie di aree faunistiche integrate di grandi dimensioni.
All'interno del Parco, un sistema di sentieri, che non devono mai essere abbandonati e apposite strutture come l'altana, permettono l'avvistamento, senza interposte barriere fisiche, fra visitatori ed animali, di moltissime specie naturalmente presenti negli Appennini centrali.
Il Parco è ricco di fauna selvatica che ha, o ha avuto in passato, un ruolo negli equilibri ecologici appenninici. Il sentiero natura, un pò più impegnativo degli altri sentieri, si sviluppa in una stupenda forra, ricca di acqua.
Percorrendo tale sentiero è possibile l'osservazione e la catalogazione di numerose specie vegetali, spesso endemiche o rare.
Facendo trekking nell'apposita sentieristica si può incontrare facilmente Daino, Cervo, Muflone, Capriolo e Camoscio ed anche moltissimi altri mammiferi, naturalmente presenti, come Istrice, Volpe, Tasso, Donnola, Faina, Puzzola, Lepre, Scoiattolo, Ghiro, Cinghiale, ed altri ancora, ma ciò che può dare una emozione unica è sicuramente la possibilità di avvistamento del Lupo Appenninico, nella sua grande area faunistica.
Non sono molte, anche a livello mondiale, le occasioni che permettono di passeggiare fra cervi e daini e, contemporaneamente, avvistare il lupo appenninico!
Ogni stagione ha il suo fascino: in autunno è il periodo degli amori per gli ungulati ed è possibile l'osservazione dei lunghi combattimenti e l'ascolto dei vocalizzi dei cervi maschi in difesa del proprio harem e del territorio faticosamente conquistato; in inverno gli animali sono assai disponibili a farsi osservare tranquillamente e, in febbraio, inizia il periodo degli amori per i lupi; in primavera è un'esplosione di vita e di colori, avvengono le nascite e fervono una miriade di attività, nel verde spicca il giallo delle ginestre e ovunque crescono fiori; l'estate a 1000 metri di altitudine è sinonimo di tranquillità, le ore migliori per osservare gli animali sono quelle intorno al crepuscolo, nelle ore più calde i ritmi vitali rallentano e tutto tende a fermarsi.
Il Parco Faunistico Monte Amiata insiste nelle vicinanze del Monte Labbro dove David Lazzaretti, il "Profeta dell'Amiata" nella seconda metà dell'ottocento, fondò un movimento di rinnovamento religioso e sociale. Nel paese di Arcidosso, oltre al Centro Studi David Lazzaretti, è tuttora presente una piccola Comunità Giurisdavidica che testimonia gli insegnamenti del "Profeta".
Il Parco mira, istituzionalmente, alla gestione di attività didattiche e di sensibilizzazione, alla realizzazione di progetti di studio e di ricerca, alla attuazione di programmi di conservazione di specie a rischio di scomparsa. La riserva è collocata geograficamente tra Siena e Grosseto, tra Firenze e Roma, vicino alle zone termali di Saturnia e Chianciano a quelle etrusche di Sovana, Sorano e Pitigliano ed è anche in prossimità di centri medioevali quali Pienza, Montepulciano e Montalcino dove si possono gustare grandi vini come il Nobile ed il Brunello, adatti anche per accompagnare straordinari piatti del Monte Amiata, a base di funghi, castagne e carni nelle preparazioni tipiche della Toscana.
Il Parco Faunistico, che ha avuto, in fase di realizzazione, la collaborazione del Parco Nazionale d'Abruzzo e del Parco Naturale della Maremma, fa parte del Demanio della Regione Toscana ed è gestito dalla Comunità Montana del Monte Amiata.
Il Parco Faunistico del Monte Amiata è impegnato per la riuscita di importanti attività quali il "progetto S. Francesco" con il Gruppo Lupo Italia, il progetto Capovaccaio con il WWF della Toscana, il recupero del patrimonio genetico rappresentato dall'Asino Amiatino (Sorcino Crociato di razza amiatina) e del Cavallo Maremmano con l'Istituto di Incremento Ippico della Toscana. E' in atto anche la realizzazione di un Centro Visite tipo Museo di Storia Naturale dell'Amiata. Progetti futuri potrebbero riguardare la Lontra, il Gatto selvatico, la Starna e la Lince.
L'area nei dintorni del Parco Faunistico è di grande interesse naturalistico tanto che l'Amministrazione Provinciale di Grosseto sta realizzando cinque nuove zone destinate a riserva naturale.
Nel Parco è anche presente uno dei due di riproduzione del Capovaccaio, chiamato anche Avvoltoio degli Egizi, (il più piccolo degli avvoltoi italiani). Il progetto è del WWF ed è finanziato dalla Regione Toscana, con l'obiettivo di riprodurre e magari riportare questo raro rapace nei cieli della Maremma.
All'interno del Parco è in funzione un Bar Ristorante gestito da cooperative locali che garantiscono anche servizi di assistenza, di giuda e di tipo organizzativo di vario genere. I gruppi possono chiedere informazioni e prenotare ai numeri di tel. +39 0564 977778 - 0564 968010 - 0564 966867.
Ad Arcidosso, nei pressi del Castello Aldobrandesco, è in allestimento un Centro Visite di tipo museale tendente a presentare le emergenze e la storia naturale dell'intero complesso amiatino.
Il Parco Faunistico, distante meno di nove chilometri dai paesi di Arcidosso e Santa Fiora, è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dall'alba al crepuscolo; si visita a piedi lasciando automezzi e pulman in appositi ampi parcheggi attrezzati con acqua, servizi igienici, luce elettrica e pozzino di scarico per camper e caravan.